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lunedì 23 aprile 2018

IL PADRE DI VERONICA SATTI


Cara Veronica, il destino beffardo di solito decide di regalare figli a chi non li vuole o non se li merita e, viceversa, di toglierli o non farne avere a chi invece  sarebbe disposto a morire per proteggerli, sfamarli, farli crescere  e lanciarli nel futuro che hanno sognato per loro. 
Ho conosciuto la tua storia dalle lacrime rabbiose di un umile papà a cui morì un figlio, più o meno della stessa età in cui tuo padre ti abbandonò. Sono passati molti anni ma il suo dolore è lo stesso di quel maledetto giorno; non perde occasione di ricordarlo sempre e comunque, in famiglia o al bar  perché il parlarne, dice lui, glielo fa sentire  ancora vicino. Si commuove ed ha gli occhi lucidi, quando mi racconta la sua disgrazia; la rabbia gli fa  quasi maledire  quei genitori che non comprendono il dono che hanno ricevuto. Mi racconta che sua moglie non si è mai ripresa e passa le giornate o  a fissare il vuoto, o al cimitero, o a guardare le vecchie foto o la televisione; e che in televisione ha sentito molte storie terribili di gente famosa che ha rinnegato se stessa rinnegando i propri figli. 
Riferendosi infine a tuo padre mi dice: "questo non si rende conto di che vuol dire perdere un figlio veramente. Dio non voglia castigarlo per il dolore che ha provocato in quella ragazza che ha una sola colpa: quella di volergli bene, anche se è uno stronzo. Ma che lacrima sul viso? Questo ha un pelo sul cuore!".  Tornata a casa ho navigato in rete per conoscere meglio la tua storia ed ho saputo  quanto è stata difficile per te l'adolescenza, tormentata dal senso di colpa di non meritare amore..e per questo ti sei fatta male, per punirti di colpe che non hai.


Mi chiedo se il tuo autolesionismo  non stia  forse continuando sotto una forma diversa, perché non solo ti ostini a voler bene  e a  chiedere amore a chi non ti merita, ma hai rinunciato  ad essere risarcita  da lui per  averti fatta ammalare, e a ciò che ti toccava di diritto in mantenimento. 

Col tempo capirai  però che non c'è autolesionismo peggiore di quello di rifiutare un figlio e di essere un padre a metà. Mi chiedo anche come faccia a voler bene ad un secondo figlio e non a te che ho letto essere stata fortemente voluta e di certo non frutto di una notte di passione o di un incidente di percorso, ma di amore vero e di una storia che, infatti, è durata  molti anni. 
Chi si è fatto veramente male in questa storiaccia è tuo padre perché così come ha tagliato via la sua identità  di Roberto Satti  cambiandosi il nome  in Bobby Solo ("solo"..per  avere successo), si è tagliato via una parte di cuore cancellando la  figlia che desiderò avere. 
Il Karma,  cara Veronica, se lui non si ravvede, sarà INFALLIBILE! Vedrai cosa succederà quando tuo fratello Ryan sarà adulto e saprà che il padre gli ha  negato  l'amore di una sorella! Lo odierà, lo lascerà  SOLO e forse nemmeno porterà un fiore alla sua tomba, perché la capacità di amare, se è vera, non cambia da figlio a figlio; Ryan ne avrà amara consapevolezza prima o poi...

Sai, io adoravo il mio papà, ha voluto bene a me e ai miei due fratelli, non ci ha fatto mancare "niente"..ma ci ha  fatto mancare quel "tutto"  che sarebbe stata la conoscenza e l'amore di un altro figlio, che lui ebbe prima del matrimonio con nostra mamma. 
Mio fratello si chiamava Gianni  e venne a cercarci, dopo trent'anni circa dalla morte di papà, che aveva già 60 anni, sereno, realizzato, e padre a sua volta di altri due figli. Anche lui non voleva niente, voleva solo guardarci negli occhi, avere un abbraccio e quando  ciò è accaduto, mai abbraccio fu più pieno di rimpianti, di bellezza perduta, più forte, più vero. 

Purtroppo mio fratello maggiore morì due anni dopo esserci conosciuti,  e mi chiesi come sarebbe stata la mia vita con lui accanto. 
Non c'è che dire, sei una bella persona, e ti ammiro per la generosità e la pietas che stai dimostrando nel desiderare comunque un suo abbraccio, un suo sguardo.. anche se non se lo merita per nulla: sei migliore di me!  No, io papà non l'ho perdonato. 


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